Decreto Liquidità in Gazzetta Ufficiale

Ecco le prime indicazioni riscontrate dalla lettura del Decreto Liquidità:

Stop norme messa in liquidazione per perdita capitale

Stop alle norme sulla messa in liquidazione delle imprese, a causa della perdita di capitale dovuta all’emergenza  coronavirus, per tutto il 2020. 

La norma ”è tesa ad evitare che le perdite di capitale,  dovute alla crisi da Covid-19 e verificatesi nel corso degli esercizi  chiusi al 31 dicembre 2020, pongano gli amministratori di imprese  nelle condizioni di immediata messa in liquidazione, con perdita della prospettiva di continuità per imprese anche performanti e con il  rischio di esporsi alla responsabilità per gestione non  conservativa’

Contratti e comunicazioni più agevoli con le banche fino alla fine dello stato di emergenza. Si potranno concludere contratti anche se il cliente esprime il proprio consenso mediante posta elettronica non certificata o altro strumento idoneo, a condizione che questi siano accompagnati da copia di un documento di riconoscimento in corso di validità del contraente, facciano riferimento a un contratto identificabile in modo certo e siano conservati insieme al contratto medesimo con modalità tali da garantirne la sicurezza, integrità e immodificabilità. Si prevede anche un regime speciale sia per la consegna di copia del contratto da parte dell’intermediario sia per l’esercizio del diritto di recesso da parte del cliente, per salvaguardare gli interessi della clientela nel contesto della crisi.  

Le richieste di finanziamento dovranno essere presentate dalle imprese direttamente alle banche di riferimento, e successivamente sarà la stessa banca ad effettuare la richiesta di garanzia a SACE. Il finanziamento rilasciato dalle banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e dagli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, sarà garantito da SACE e contro-garantito dallo Stato al 90% per imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e con fatturato fino a 1,5 miliardi di euro e al 70-80% per le grandi imprese con numero di dipendenti o fatturato superiore. Potrà avere una durata fino a 6 anni, con 24 mesi di preammortamento e importo non superiore al 25% del fatturato del 2019 o al doppio della spesa salariale annuale per il 2019. Potranno essere richiesti anche più finanziamenti dalla stessa impresa, sempre nel rispetto di questi limiti.

Stop per tutti i processi fino a 11 maggio Lo stop ai procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, fissato dal Cura Italia al 15 aprile, viene differito all’11 maggio. Efficacia anche sulle commissioni tributari, per la magistratura militare e per la Corte dei Conti. Le norme non si applicano ai procedimenti penali i cui termini scadono nei sei mesi successivi all’11 maggio. Per i processi amministrativi la proroga è dal 16 aprile al 3 maggio incluso  ma con esclusivo riferimento alla notifica dei ricorsi.

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