Il settore bancario guarda già al 2022: tra liquidità e digitale

Dopo quasi due anni condizionati dalla pandemia, il settore bancario è pronto per affrontare il nuovo anno con uno spirito diverso, sapendo quali saranno le sfide e le opportunità che si presenteranno, soprattutto nell’ottica del digitale.

Infatti, S&P Global, nel report “The Big Picture: 2022 Banking Industry Outlook” ha analizzato qual è lo scenario del settore bancario per il prossimo anno. Secondo le stime, la liquidità in eccesso in seno alle banche diminuirà nel 2022 e nel 2023. Inoltre, come sappiamo, costi e preferenza dei clienti per il canale digitale hanno portato alla chiusura delle filiali. In un ambiente di guadagni difficili e in un panorama competitivo in continua evoluzione, alcune banche stanno lavorando per modernizzare le loro offerte, mentre altre stanno perseguendo fusioni di fronte a sfide scoraggianti. Dopo un primo trimestre a rilento, il ritmo delle operazioni di m&a bancarie è aumentato notevolmente, inoltre la pandemia ha accelerato notevolmente il ritmo dell’adozione del digitale, poiché i clienti sono passati dal visitare le filiali alle transazioni sui canali digitali. L’aumento dell’attività m&a permette futuri investimenti tecnologici e un maggiore consolidamento delle filiali. Un anno dopo l’inizio della pandemia, più della metà degli intervistati al sondaggio annuale di S&P Global Market Intelligence sul mobile banking negli Stati Uniti, condotto nei mesi di febbraio e marzo 2021, ha dichiarato di visitare meno frequentemente le filiali. Tra gli intervistati, più del 65% ha utilizzato le app bancarie più frequentemente e il 90% di questi ha indicato che continuerà o aumenterà l’utilizzo di queste anche dopo il covid.

Diverse aziende fintech, soprattutto quelle operanti nei pagamenti mobili, nel prestito digitale e nella gestione degli investimenti, hanno costantemente ampliato il loro ventaglio di prodotti offerti, conquistando quote importanti di mercato. Le aziende che operano nel settore dei pagamenti hanno attirato la maggior parte del capitale. Diversi aziende hanno registrato un picco di utenti, grazie all’aggiunta di servizi non di pagamento come il conto corrente o la compravendita di azioni, che le hanno rese degli hub finanziari mobili. Il che proietta queste società in diretta competizione con le banche tradizionali.

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